2021



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Le fotografie

– La SS. Annunziata della cattedrale di Colonia, da https://www.koelner-dom.de/

– La cattedrale di Colonia.

– La SS. Annunziata nella controfacciata del portale del transetto sud; all’altro lato una Assunzione di più di quattro metri opera di Friedrich Overbeck (1855), da Sakrale Bauten di Helmut Voss Reisebilder.

– L’iscrizione e il monumento delle famiglie von Bequerer e von Geyr all’interno della cattedrale di Colonia.


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LA SS. ANNUNZIATA DI COLONIA e il canonico Bequerer


La cattedrale dei Santi Pietro e Maria di Colonia, con le sue alte guglie e gli archi rampanti alla francese, ha grande notorietà ed è visitata ogni anno da numerosissimi turisti.
Ma anche solo guardando le fotografie se ne comprende il fascino, lo stesso che di certo sentirono i viaggiatori del passato mossi dalla fama delle reliquie dei Re Magi e di Sant’Orsola con le Undicimila compagne.
Come avviene per altri monumenti simili, la sua storia “gloriosa” – aggettivo che si trova spesso nei manoscritti – ha così tanti aspetti che è difficile conoscerli tutti insieme. Da qui proprio la sua attrattiva che per noi si rafforza quando vediamo, con una certa sorpresa, all’interno del portale del transetto a sud un dipinto ad olio raffigurante la SS. Annunziata di Firenze e leggiamo che altre sue copie sono nei dintorni (Hildegard Schäfer nel sito).

A sinistra nel dipinto appare il donatore nell’anno 1712: il Domherr (canonico) Ioseph Petrus Bequerer. Lo ritroviamo pure in un monumento-iscrizione all’interno del duomo con le date di nascita e di morte (16 agosto 1648 - I marzo 1721), assieme ai parenti Iohann Gottfried († 16 luglio 1720) e Sibylla († 8 gennaio 1730), moglie di Peter von Geyr († 2 dicembre 1683).
Altri documenti ricordano il canonico come uomo di cultura e scrittore, in possesso di prestigiosi titoli ecclesiastici. Nel 1699 fu protonotario apostolico, dottore nei Sacri Canoni, canonico capitolare, proposto e arcidiacono di Colonia, ufficiale e giudice ordinario della prepositura, consigliere e “sigillifer” maggiore del principe Giuseppe Clemente dei duchi di Baviera arcivescovo di Colonia e di Cristiano Augusto dei duchi di Sassonia vescovo della diocesi di Györ in Ungheria ...
Quando Bequerer entrò in possesso del dipinto?
Pensiamo al tempo in cui era “locum tenens” (sostituto) a Zons, cittadina oggi quartiere di Dormagen nel Basso Reno a nord di Colonia.
Fu qui che il 14 ottobre 1695, con il canonico von Geyr e alcuni nobili, accompagnò in nave da Colonia il principe Cristiano Augusto di Sassonia, accolto festosamente dai padri francescani del convento qui istituito.
A Zons divenne anche il protettore della Confraternita dell’Immacolata Concezione, fondata, non ci sembra un caso, il giorno dell’Annunciazione (25 marzo) 1699.

Nella cittadina, un giorno del tutto particolare, forse incontrò anche la principessa di Sassonia Lauenburg Anne Marie Franziska (1672-41), vedova del conte Philipp Wilhelm duca von Neuburg († 1693) e sposa (1697) in seconde nozze di Gian Gastone de’ Medici, granduca di Toscana. E dovette conoscere la famosa cognata di lei: Anna Maria Luisa de’ Medici sorella di Gian Gastone e sposa dal 1691 di Giovanni Guglielmo Elettore Palatino.
Occasione più unica che rara: il 18 giugno 1697 i due principi con le mogli si ritrovarono e fecero festa nei prati vicino a Dormagen, dove erano schierati circa 2.000 soldati.
Qui Anna Maria Luisa, tanto affezionata alla sua Firenze da tornarvi da vedova (1716), forse fece conoscere la SS. Annunziata al canonico di Colonia.

La pietà religiosa di Bequerer si manifestò attivamente a Zons anche nel 1710, quando per la chiesa parrocchiale di San Martino fece fondere la campana di media grandezza che era collocata sopra le scale (la “Trappe-Klock”).

Il bell’oggetto presentava da una parte il santo titolare e dall’altra la Madre di Dio. L’iscrizione diceva:

“S. Martini Glock bin ich genant, zu Zonß getaufft wider Fewr und Brant, Ungewitter, Donner und Hagelschlag durch Gottes Gnatt abwenden mag ...” – “Mi chiamo la campana di San Martino, battezzata a Zons contro la paura e il fuoco, possa per grazia di Dio scongiurare tempeste, tuoni e grandinate”.
Era stata – secondo quanto inciso – “renovata super domino pastore Nicolao Engelskirchen, domino Woltero Weber, consule, domino Mathia Stam aedili et scabino, sumptibus dominorum patronorum et civitatis anno 1710”. Citava quindi “Petrus Bequerer, locum tenens”, vari religiosi e autorità e il fonditore Johann Peter Edel di Strasburgo.

La consacrazione della campana avvenne il 15 giugno 1710, celebrata dal guardiano del convento francescano, padre Jakob Metzenich; pesava 2.318 ½ libbre (circa 1.084 kg).
Nel 1918 purtroppo venne fusa per scopi bellici.

Paola Ircani Menichini, 28 agosto 2021.
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